RUMORE IN AMBIENTE DI LAVORO

 

Il rumore è diventato uno dei fattori igienici e di sicurezza più rilevanti negli ambienti di lavoro. L’incessante meccanizzazione della produzione con l’introduzione di processi tecnologici continui ha portato al moltiplicarsi delle fonti di rumore e ad un aumento della percentuale di lavoratori esposti a questo fattore di rischio.
Lo sviluppo tecnologico, con il relativo aumento esponenziale del rischio da esposizione, richiede al datore di lavoro l’approntamento di adeguate misure preventive.

Il D. Lgs. n. 81/2008, Titolo VIII, capo II, nel sostituire la precedente legislazione di riferimento (D. Lgs. 277/1991), fissa dei nuovi limiti per il rumore nella giornata lavorativa di 8 ore:rumore

valore limite di esposizione: 87dB(A);
valore superiore di azione: 85 dB(A);
valore inferiore di azione: 80 dB(A).

Il Datore di lavoro deve valutare il rischio di esposizione al rumore, specialmente di quei lavoratori la cui esposizione supera gli 80 dB(A); in questo caso il datore di lavoro mette a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuali dell’udito, valutandone gli effetti di attenuazione. Nel caso in cui tale esposizione sia uguale o superiore agli 85 dB(A) il datore di lavoro fa tutto il possibile per assicurare che vengano indossati i dispositivi di protezione individuale dell’udito, segnalando le aree interessate. La valutazione del rumore va riveduta al massimo ogni 4 anni.

 

Possiamo essere punto di riferimento per

  • rilievi e valutazioni fonometriche;

  • progettazione di interventi di mitigazione del rumore negli ambienti di lavoro.